Per un'Europa Forte e Viva
Accanto alle famiglie, ai giovani, ai soggetti fragili, alle imprese, ai lavoratori, al terzo settore, al mondo agricolo, venatorio e piscatorio.
#EUROPAFORTEVIVA


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LE MIE IDEE
PACE E DEMOCRAZIA
Grazie all’Europa, sono quasi 80 anni che viviamo in pace, nonostante conflitti e guerre sempre più vicini ai nostri confini: senza Europa ogni paese è più debole ed esposto alle crisi. Dobbiamo dotarci di strumenti che ci consentano di affrontare crisi pericolose, come le guerre, in modo rapido ed efficace: se non coniughiamo la democrazia con la capacità di prendere decisioni e una forza di difesa adeguata, vedremo messa a rischio la nostra libertà e la nostra volontà di pace.
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PACE E DEMOCRAZIA
Grazie all’Europa, sono quasi 80 anni che viviamo in pace, nonostante conflitti e guerre sempre più vicini ai nostri confini: senza Europa ogni paese è più debole ed esposto alle crisi. Dobbiamo dotarci di strumenti che ci consentano di affrontare crisi pericolose, come le guerre, in modo rapido ed efficace: se non coniughiamo la democrazia con la capacità di prendere decisioni e una forza di difesa adeguata, vedremo messa a rischio la nostra libertà e la nostra volontà di pace.
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FAMIGLIA
L’Europa ha bisogno di fare figli. Stiamo vivendo un inverno demografico che sta minacciando le future generazioni. Per avere figli serve, in primo luogo, la certezza di una realtà culturale, sociale, economica e politica capace di guardare al futuro con speranza. E servono sostegni concreti alle famiglie. Non bastano i bonus una tantum. Servono servizi post scuola, serve sostegno economico ai neogenitori. Se non vogliamo diventare una popolazione anziana, occorrono politiche attive per favorire la natalità e aiutare i genitori con contributi rilevanti; in Francia e in Germania, ad esempio, gli studenti sono accompagnati fino alla fine dell’università. Questo dovrà diventare una priorità europea poiché la famiglia deve essere centrale per la Politica. La famiglia è la base fondante della nostra società.
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FAMIGLIA
L’Europa ha bisogno di fare figli. Stiamo vivendo un inverno demografico che sta minacciando le future generazioni. Per avere figli serve, in primo luogo, la certezza di una realtà culturale, sociale, economica e politica capace di guardare al futuro con speranza. E servono sostegni concreti alle famiglie. Non bastano i bonus una tantum. Servono servizi post scuola, serve sostegno economico ai neogenitori. Se non vogliamo diventare una popolazione anziana, occorrono politiche attive per favorire la natalità e aiutare i genitori con contributi rilevanti; in Francia e in Germania, ad esempio, gli studenti sono accompagnati fino alla fine dell’università. Questo dovrà diventare una priorità europea poiché la famiglia deve essere centrale per la Politica. La famiglia è la base fondante della nostra società.
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ENERGIA
La pandemia e la guerra hanno messo in luce le debolezze delle nostre catene di approvvigionamento di energia. La transizione energetica deve in primo luogo renderci più autonomi e capaci di governare e dare stabilità alle fonti energetiche. La sostenibilità ambientale, economica e sociale delle fonti di energia e del suo consumo deve procedere di pari passo: dico no all’ecologismo esasperato e ideologico. Difendiamo la natura per difendere l’uomo che in essa vive e lavora. Valorizziamo chi sa coniugare sostenibilità e crescita.
#EUROPAFORTEVIVA


ENERGIA
La pandemia e la guerra hanno messo in luce le debolezze delle nostre catene di approvvigionamento di energia. La transizione energetica deve in primo luogo renderci più autonomi e capaci di governare e dare stabilità alle fonti energetiche. La sostenibilità ambientale, economica e sociale delle fonti di energia e del suo consumo deve procedere di pari passo: dico no all’ecologismo esasperato e ideologico. Difendiamo la natura per difendere l’uomo che in essa vive e lavora. Valorizziamo chi sa coniugare sostenibilità e crescita.
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ECONOMIA
La libera circolazione delle persone e delle merci in Europa e le regole comuni che l’hanno resa possibile hanno fatto crescere l’economia dei paesi che formano l’Unione. In un nuovo ordine mondiale, di forte competizione tra blocchi, l’Europa deve sostenere le proprie imprese: vanno aiutate mantenendo le grandi conquiste della tutela del lavoro e della libertà d’impresa, e riducendo burocrazia e regole spesso troppo vincolanti e ideologiche.
Inoltre, vanno sostenuti, oltre ai settori in crisi, quelli più innovativi. La manifattura va sostenuta e aiutata a crescere: senza industria non c’è indipendenza economica. Va difesa e sostenuta anche la grande rete della piccola impresa, del lavoro professionale, del terzo settore, che tanto contribuiscono alla tenuta e alla crescita della nostra società.
La creazione di un Fondo Sovrano Europeo è necessaria non solo per l’aiuto agli Stati, ma anche per poter gestire con rapidità l’aiuto allo sviluppo. Le scelte strategiche devono tener conto di tutti i fattori in gioco, ad esempio: una transizione rigida e troppo rapida alla mobilità elettrica rischia di renderci dipendenti dai detentori di materiali rari e produzioni che l’Europa ha abbandonato, mettendo in crisi un settore di grande rilievo anche per il nostro paese. Dobbiamo sostenere il turismo dei nostri territori e favorire i viaggi e gli scambi culturali tra tutti i cittadini europei.
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ECONOMIA
La libera circolazione delle persone e delle merci in Europa e le regole comuni che l’hanno resa possibile hanno fatto crescere l’economia dei paesi che formano l’Unione. In un nuovo ordine mondiale, di forte competizione tra blocchi, l’Europa deve sostenere le proprie imprese: vanno aiutate mantenendo le grandi conquiste della tutela del lavoro e della libertà d’impresa, e riducendo burocrazia e regole spesso troppo vincolanti e ideologiche.
Inoltre, vanno sostenuti, oltre ai settori in crisi, quelli più innovativi. La manifattura va sostenuta e aiutata a crescere: senza industria non c’è indipendenza economica. Va difesa e sostenuta anche la grande rete della piccola impresa, del lavoro professionale, del terzo settore, che tanto contribuiscono alla tenuta e alla crescita della nostra società.
La creazione di un Fondo Sovrano Europeo è necessaria non solo per l’aiuto agli Stati, ma anche per poter gestire con rapidità l’aiuto allo sviluppo. Le scelte strategiche devono tener conto di tutti i fattori in gioco, ad esempio: una transizione rigida e troppo rapida alla mobilità elettrica rischia di renderci dipendenti dai detentori di materiali rari e produzioni che l’Europa ha abbandonato, mettendo in crisi un settore di grande rilievo anche per il nostro paese. Dobbiamo sostenere il turismo dei nostri territori e favorire i viaggi e gli scambi culturali tra tutti i cittadini europei.
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L’EMERGENZA PROFUGHI: PIANO MATTEI PER UNA GESTIONE ORDINATA E ATTENTA ALLE PERSONE
La questione dell’immigrazione è decisiva per il nostro paese e per l’Europa: da un lato non è in nessun modo accettabile che le frontiere europee siano aperte in modo indiscriminato ad una immigrazione fuori controllo. Dall’altro le nostre imprese hanno bisogno di lavoratori formati e capaci di inserirsi in modo efficace nelle nostre imprese e nella nostra società. Il piano Mattei approvato dal Parlamento su proposta della Presidente Meloni è un piano strategico per la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e stati del continente africano, un piano economico, energetico e sociale per il continente, che richiama il nome dell’ex presidente Eni scomparso nel 1962 e che propone un approccio “non predatorio” nei confronti dell’Africa da parte europea. Si punta alla promozione di uno sviluppo sostenibile e duraturo anche per governare i flussi migratori rendendoli sostenibili per l’Europa, con attenzione alle persone e alla loro vita. In Africa vanno realizzati rapporti di cooperazione seri e strategici. Dobbiamo difendere il diritto a non dover emigrare prima del diritto di poter emigrare. Investimenti, joint venture, formazione del capitale umano sono le condizioni per creare collaborazioni utili per gestire il movimento delle persone, lo sviluppo economico e l’energia. L’Italia, vista anche la collocazione geografica, con questa iniziativa può rappresentare il ponte dell’Europa verso il Mediterraneo e l’Africa.
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L’EMERGENZA PROFUGHI: PIANO MATTEI PER UNA GESTIONE ORDINATA E ATTENTA ALLE PERSONE
La questione dell’immigrazione è decisiva per il nostro paese e per l’Europa: da un lato non è in nessun modo accettabile che le frontiere europee siano aperte in modo indiscriminato ad una immigrazione fuori controllo. Dall’altro le nostre imprese hanno bisogno di lavoratori formati e capaci di inserirsi in modo efficace nelle nostre imprese e nella nostra società. Il piano Mattei approvato dal Parlamento su proposta della Presidente Meloni è un piano strategico per la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e stati del continente africano, un piano economico, energetico e sociale per il continente, che richiama il nome dell’ex presidente Eni scomparso nel 1962 e che propone un approccio “non predatorio” nei confronti dell’Africa da parte europea. Si punta alla promozione di uno sviluppo sostenibile e duraturo anche per governare i flussi migratori rendendoli sostenibili per l’Europa, con attenzione alle persone e alla loro vita. In Africa vanno realizzati rapporti di cooperazione seri e strategici. Dobbiamo difendere il diritto a non dover emigrare prima del diritto di poter emigrare. Investimenti, joint venture, formazione del capitale umano sono le condizioni per creare collaborazioni utili per gestire il movimento delle persone, lo sviluppo economico e l’energia. L’Italia, vista anche la collocazione geografica, con questa iniziativa può rappresentare il ponte dell’Europa verso il Mediterraneo e l’Africa.
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AGRICOLTURA
Il green deal europeo sta mettendo gravemente a rischio la nostra agricoltura. I grandi sforzi compiuti nelle tecniche di coltivazione, nella riduzione dell’uso di acqua, nel recupero energetico dicono che il mondo agricolo è seriamente impegnato nella battaglia per la sostenibilità e la difesa dell’ambiente. Ma sono molti i temi che vanno rivisti nella Politica agricola dell’Europa che, attraverso le nuove misure, anziché puntare all’autonomia alimentare rischia di produrre la decrescita del settore agricolo. Perciò serve equilibrio per perseguire una sempre maggiore sostenibilità ambientale senza penalizzare in modo insostenibile la produzione agricola. Per questo dico sì a incentivi per l’adozione di pratiche agricole più eco-friendly e cover crops. Sì alla revisione della direttiva sui nitrati. Sì a una Politica Agricola Comune che non penalizzi le aziende. No a una burocrazia snervante e onerosa. No alla riduzione del 50/60% di fitofarmaci. No alla rotazione dei campi. Sì agli incentivi per la gestione efficiente dell’acqua e misure per affrontare situazioni di siccità o scarsità idrica. Sì a programmi di assicurazione agricola accessibili e adeguati che proteggano da perdite causate da eventi climatici estremi, malattie delle colture o altri fattori imprevisti.
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AGRICOLTURA
Il green deal europeo sta mettendo gravemente a rischio la nostra agricoltura. I grandi sforzi compiuti nelle tecniche di coltivazione, nella riduzione dell’uso di acqua, nel recupero energetico dicono che il mondo agricolo è seriamente impegnato nella battaglia per la sostenibilità e la difesa dell’ambiente. Ma sono molti i temi che vanno rivisti nella Politica agricola dell’Europa che, attraverso le nuove misure, anziché puntare all’autonomia alimentare rischia di produrre la decrescita del settore agricolo. Perciò serve equilibrio per perseguire una sempre maggiore sostenibilità ambientale senza penalizzare in modo insostenibile la produzione agricola. Per questo dico sì a incentivi per l’adozione di pratiche agricole più eco-friendly e cover crops. Sì alla revisione della direttiva sui nitrati. Sì a una Politica Agricola Comune che non penalizzi le aziende. No a una burocrazia snervante e onerosa. No alla riduzione del 50/60% di fitofarmaci. No alla rotazione dei campi. Sì agli incentivi per la gestione efficiente dell’acqua e misure per affrontare situazioni di siccità o scarsità idrica. Sì a programmi di assicurazione agricola accessibili e adeguati che proteggano da perdite causate da eventi climatici estremi, malattie delle colture o altri fattori imprevisti.
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CACCIA E PESCA
L’attività venatoria e la pesca rappresentano parte di quella cultura rurale oggi assediata dall’ideologia animalista e green. In Italia devono essere riconosciute come parte della nostra storia e cultura, come avviene in quasi tutta l’Europa in cui queste attività godono del massimo rispetto e considerazione politica e sociale. Oggi più che mai cacciatori e pescatori combattono al fianco delle istituzioni importanti lotte a salvaguardia della biodiversità e del patrimonio rurale e naturale, partecipando alla tutela degli ecosistemi e ai piani di contenimento delle specie alloctone come nutrie, cinghiali, siluri e altre specie invasive.
La cultura, la tradizione e la passione sono quelle dei cacciatori e dei pescatori ma essi svolgono ruoli anche di bioregolatori e operatori faunistici. È indispensabile la corretta e omogena applicazione delle direttive Habitat e Uccelli su tutto il territorio dell’UE senza che i nostri cittadini subiscano ingiustificate e discriminatorie contrazioni nell’esercizio delle proprie attività. La questione dell’uso del piombo sta creando molti problemi tecnici e deve trovare un giusto ripensamento europeo perché il cambiamento richiesto oggi non ha sufficienti supporti tecnologici ed economici. La salvaguardia del patrimonio zootecnico e faunistico delle nostre aree montane richiede una gestione realistica di contenimento del lupo, la cui popolazione è, in alcune aree, fuori controllo.
È necessario favorire la biodiversità e l’ecosistema acquatico, promuovendo azioni concrete di contenimento di pesci alloctoni. Occorrono politiche, di contro, che rivalutino l’incremento e la riproduzione di pesci come il coregone e, nel contempo, politiche attive volte a contenere la presenza e i danni causati dai cormorani, che minacciano l’estinzione di molte specie autoctone. Infine, vanno sostenute e valorizzate le associazioni piscatorie, portatrici di una grande tradizione e sempre attive nella tutela delle acque e della fauna che in esse vive.
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CACCIA E PESCA
L’attività venatoria e la pesca rappresentano parte di quella cultura rurale oggi assediata dall’ideologia animalista e green. In Italia devono essere riconosciute come parte della nostra storia e cultura, come avviene in quasi tutta l’Europa in cui queste attività godono del massimo rispetto e considerazione politica e sociale. Oggi più che mai cacciatori e pescatori combattono al fianco delle istituzioni importanti lotte a salvaguardia della biodiversità e del patrimonio rurale e naturale, partecipando alla tutela degli ecosistemi e ai piani di contenimento delle specie alloctone come nutrie, cinghiali, siluri e altre specie invasive.
La cultura, la tradizione e la passione sono quelle dei cacciatori e dei pescatori ma essi svolgono ruoli anche di bioregolatori e operatori faunistici. È indispensabile la corretta e omogena applicazione delle direttive Habitat e Uccelli su tutto il territorio dell’UE senza che i nostri cittadini subiscano ingiustificate e discriminatorie contrazioni nell’esercizio delle proprie attività. La questione dell’uso del piombo sta creando molti problemi tecnici e deve trovare un giusto ripensamento europeo perché il cambiamento richiesto oggi non ha sufficienti supporti tecnologici ed economici. La salvaguardia del patrimonio zootecnico e faunistico delle nostre aree montane richiede una gestione realistica di contenimento del lupo, la cui popolazione è, in alcune aree, fuori controllo.
È necessario favorire la biodiversità e l’ecosistema acquatico, promuovendo azioni concrete di contenimento di pesci alloctoni. Occorrono politiche, di contro, che rivalutino l’incremento e la riproduzione di pesci come il coregone e, nel contempo, politiche attive volte a contenere la presenza e i danni causati dai cormorani, che minacciano l’estinzione di molte specie autoctone. Infine, vanno sostenute e valorizzate le associazioni piscatorie, portatrici di una grande tradizione e sempre attive nella tutela delle acque e della fauna che in esse vive.
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